Cos’è la GEO: Generative Engine Optimization?
la GEO è l’insieme delle tecniche semantiche, logiche ed informatiche che permettono alle AI di inserire il tuo sito nelle loro risposte. Il tuo sito diventa così un’entità a cui l’IA fa riferimento per le sue ricerche e risposte.
Quando tutti imparano la SEO… arriva la GEO: Generative Engine Optimization
Nel momento in cui tutti, o quasi, siamo diventati esperti SEO… ecco che arriva la GEO che in pratica è l’indicizzazione del tuo sito o delle tue informazioni all’interno delle ricerche delle varie AI. E qui iniziano le prime differenze tra SEO (Google)e GEO (Gemini, ChatGPT, Perplexity, ecc.)
Google usa la SERP. Le AI no.
Chiedo scusa per l’utilizzo di tutti questi acronimi ma mi faccio perdonare chiarendone subito il significato. La SERP è l’acronimo di Search Engine Results Page, ovvero la pagina dei risultati che appare su Google quando digito una ricerca, ad esempio “installazione depuratori provincia di Modena”.
Cos’è la SERP e perché è centrale per Google
In meno di un secondo Google ti snocciola migliaia di pagine secondo una sequenza che risponde al suo algoritmo. In realtà Google ha già fatto in precedenza “il lavoro grosso” ovvero l’indicizzazione ed ha già un elenco (talvolta non aggiornato) di pagine da cui “pescare”. Ed ecco che ti appare la SERP, ovvero l’elenco dei siti ordinati secondo una graduatoria che risponde ai principi SEO.
Perché le AI non restituiscono elenchi di risultati: niente seconda pagina: o sei rilevante o non esisti
Le AI, invece, non hanno una SERP precostituita e non restituiscono un elenco ordinato di siti. Interpretano la domanda in modo semantico, cercano le fonti più coerenti e autorevoli e generano direttamente una risposta, citando o integrando solo alcuni brand, servizi o contenuti. In questo scenario non esiste una “seconda pagina”: o sei semanticamente rilevante per quella domanda, oppure semplicemente non esisti. Per questo l’indicizzazione nelle AI non è una SEO tradizionale, ma un lavoro di chiarezza, contesto e posizionamento concettuale: l’obiettivo non è “salire di posizione”, ma diventare inevitabili quando viene posta una certa domanda.
L’ “ansia da prestazione” delle Intelligenze Artificiali
Le Ai hanno tuttavia un grosso limite: soffrono di ansia da prestazione. Devono elaborare una ricerca in pochissimi secondi e, a differenza di Google, non hanno elenchi pronti da cui attingere: devono farsi il lavoro tutte le volte. Spesso gli utenti confrontano le varie AI non in base alla qualità delle risposte ma in base al tempo che ci impiegano! Da qui nasce la suddetta “ansia da prestazione” delle Ai! Chi è esperto nei prompt (comandi da dare alle AI) lo sa e quando fa una ricerca, aggiunge frasi tipo “vai con calma”, “prenditi il tempo necessario”, ecc
Come gli umani interagiscono con le AI e con Googlee
Quindi abbiamo visto finora che Google e le varie AI ragionano in modo diverso perché hanno obiettivi diversi. Anche l’utente interagisce con loro in modo diverso. Se mi trovo a Roma e sono in auto chiedo a ChatGPT di trovarmi 3 ristoranti di pesce con ottime recensioni e fascia di prezzo media, di sicuro non parcheggio la macchina per fare una ricerca su Google e guardarmi 20 siti Internet!
Cosa cerca davvero un’AI in un sito web
Adesso scendiamo sul piano tecnico. Cosa vuol trovare l’Intelligenza Artificiale in un sito per definirlo “inevitabile” (diremmo un “must”)?. Considera due aspetti fondamentali:
1. Aspetto semantico
2. Programmazione “nascosta”.
L’aspetto semantico: dire chiaramente chi sei e cosa fai
L’aspetto semantico consiste nel comunicare in buon Italiano chi sei, cosa fai e cosa offri. Il tutto in modo leggibile e schematico perché ChatGPT, Gemini e Perplexity sono dei bambinoni con una soglia dell’attenzione molto bassa, devono dare una risposta al loro padrone e quindi cercano chiarezza e leggibilità.
La programmazione “nascosta”: dare all’AI la pappa pronta
La programmazione nascosta consiste in tutte quelle attività che fa il webmaster e che non sono visibili all’umano ma solo all’AI. Come detto, l’Ai è un bambinone con una soglia dell’attenzione molto bassa e a differenza di Google non attinge a risultati già pronti da elencare. E quindi? Quindi gli rendiamo facile il compito “dandogli la pappa pronta”. Esistono vari strumenti quali i dati strutturati (structured data), gli schema (si scrive proprio così) ed i tag che dicono all’AI – e non all’umano – che quel ristorante si trova a Roma, che è di fascia di prezzo alta, che ha delle buone recensioni, che ha delle faq e gli dice che ci sono altre pagine interessanti che puoi facilmente raggiungere da questi link, che ci sono immagini che riguardano un certo argomento, ecce cc.
Perché anche l’AI ha bisogno di dati strutturati
Qualcuno potrà dire “ma come, l’AI che sa tutto e che capisce tutto ha bisogno che il sito gli prepari la pappa pronta? Non dovrebbe essere così bravo da capire leggendo e guardando le immagini?” E invece è esattamente così. Il bambino soffre di ansia da prestazione e privilegia quei siti che rendono veloci le sue risposte. Quindi, la GEO (Generative Engine Optimization) è necessaria e insostituibile per aiutare l’Intelligenza artificiale.
La “pappa pronta”: lo Schema Markup
Il sito Schema.org fornisce un vocabolario standardizzato. Devi inserire nel codice del tuo sito (solitamente in formato JSON-LD) delle etichette che spieghino all’AI esattamente cosa sta leggendo.
Per un Business Locale: Usa lo schema
LocalBusiness. Specifica coordinate GPS, orari di apertura, fascia di prezzo e menu.Per i Prodotti: Usa lo schema
Product. Includi prezzo, disponibilità e, fondamentale, le recensioni (Review). Le AI amano citare i prodotti con i voti più alti.Per le FAQ: Usa lo schema
Question. Se l’utente fa una domanda specifica, l’AI pescherà direttamente la tua risposta se è già formattata come coppia Domanda/Risposta.
L’AI sarà il nuovo influencer o personal shopper?
A questo punto mi si perdoni una piccola divagazione dall’argomento dell’articolo (SEO vs GEO) per introdurre uno spunto di riflessione finale.
L’AI sarà l’influencer o il personal shopper del futuro? Le persone si fideranno di più di un influencer che ti offre il link con lo sconto oppure dell’AI? Indubbiamente l’AI ha un grosso vantaggio: basta dare una domanda su un determinato e lei risponde.
Per saperne di più sulla GEO: Generative Engine Optimization:
I dati strutturati (structured data) e gli schema: Schema.org
La nuova frontiera della ricerca: Generatice Engine Optimization
Dalla SEO alla GEO
Farsi trovare dall’Intelligenza Artificiale

