La mail di richiesta danni
Da qualche anno una societa svizzera di nome Picrights con sede anche in Italia, invia mail in cui chiede un risarcimento danni per presunta violazione del Copyright. Nella mail è anche riportato uno screenshot del sito con l’immagine ed il dettaglio della foto stessa.
La Picrights sostiene di aver ricevuto mandato dalla società proprietaria della foto, ad es la Reuter, a chiedervi il risarcimento del danno per l’utilizzo fraudolento dell’immagine. Solitamente viene chiesta una cifra di 700 / 800 euro a foto. Nel caso abbiate la licenza, vi invita a recarvi sul loro sito ed inserire la licenza.
Truffa o richiesta motivata?
Non ci sembra una truffa, ma è sicuramente un modo molto disinvolto di chiedere dei soldi. Questa società va a caccia di immagini sul web e “ci prova” chiedendo non il diritto d’immagine, ma il risarcimento del danno che il titolare del Copyright avrebbe a loro dire subito.
Considerazioni e dubbi
- Non è una PEC
Innanzi tutto va detto che se vi è arrivata una normale mail o lettera, non vi è alcuna prova giuridica che voi l’abbiate effettivamente ricevuta. Mail di questo tipo dovrebbero essere inviate tramite PEC. - Sono legittimati?
La Picrights vi chiede una prova d’acquisto della licenza, ma loro sono realmente legittimati? Hanno realmente ricevuto mandato dal titolare? Ed inoltre che prove forniscono che il loro presunto cliente sia realmente titolare dei diritti d’immagine? Al riguardo non vi dicono nulla! Forniscono prova che i diritti d’autore non siano scaduti o ceduti? Non forniscono alcuna prova di quanto appena detto! - Vi sono altri titolari?
Può darsi che l’immagine per cui loro chiedono soldi sia stata ceduta a suo tempo a varie banche dati. Quindi, chi li autorizza a chiedere prova d’acquisto? Chi vi assicura che, visto il florido business della richiesta di danni per Copyrights, non si facciano avanti altri soggetti che accampano gli stessi diritti? Chi mi assicura che se una foto appartiene a 10 banche dati, tutte e 10 non mi chiedano i danni per infrazione del diritti d’autore? - Foto “vecchie”
Nei due casi esaminati veniva richiesto denaro per immagini molto vecchie, ovvero inserite nel sito più di 10 anni prima. Sfido chiunque di voi a mantenere documentazione di un acquisto avvenuto oltre 10 anni fa. E’ una precisa strategia anche questa?
Un caso reale
Pubblichiamo di seguito un caso reale, accaduto da pochi giorni di una richiesta danni di una foto inserita nel sito 12 anni fa.

La società Pickrights Europe GmbH, con sede in Svizzera ad Albisstrasse 16, 8134 Adliswil, chiede un risarcimento danni per presunta violazione del Copyrights relativa a questa foto. Evidenziando anche in quale pagina essa è presente. Dichiarano di agire per conto di Reuters. Tale foto, però è presente nella banca data a pagamento Alamy Stock Foto da cui si può acquistare per cifre che vanno dai 9,90 in su, contro una richiesta di Pickrights di circa 500 euro! Ecco la prova.

Quindi, cercando su Google, scopriamo che la foto del presunto cliente Reuters è in realtà acquistabile dalla nota banca dati Alamy Foto Stock. Cosa farà Picrights? Tra un mese ci manderà una richiesta danni anche da parte di Alamy? In questo caso, di sicuro la loro richiesta è totalmente immotivata. Chi li assicura che io ho usato fraudolentemente l’immagine di Reuters e non l’ho acquistata da Alamy?
Cosa fare
Innanzi tutto vi ricordiamo di verificare sempre se le immagini che utilizzate siano libere da diritti d’autore. Nel caso le abbiate acquistate, conservate sempre una copia della prova d’acquisto.
Se l’acquisto della foto è superiore a 10 anni, non siete tenuti a mantenere per Legge copia dei documenti contabili e vi consiglio di ignorare l’email a meno che non sia arrivata via PEC o raccomandata. In tal caso, sia che abbiate la prova d’acquiso, sia che non l’abbiate vi consiglio di chiedere a Picrights le prove che:
– Il loro cliente sia realmente il titolare dei diritti;
– Abbiano ricevuto mandato ad agire dal loro presunto cliente.
Voi potete verificare (come illustrato in questo articolo) che la foto non sia presente in altre banche dati da cui potreste aver fatto l’acquisto. Se la foto è presente in altre banche dati, ignorate la mail.
Se avete le prove d’acquisto, consigliamo comunque di NON mostrarle. perchè mai dovreste comunicare ad uno sconosciuto dati riservati? Perchè dovrebbero sapere quanto pagate le foto? Siete, inoltre sicuri che non utilizzeranno in maniera impropria il codice della licenza che voi avete comunicato?
Considerazioni PERSONALI finali
Sinceramente non ci piace questo “modello di business” basato sull’accusa e sull’infastidire le aziende. Consiglio di fare di tutto affinchè tale pratica non prenda prenda. Ci troveremo, infatti, a non avere più tempo per lavorare perchè passeremmo la giornata a fornire codici e prove d’acquisto a perfetti sconosciuti che ce le richiedono. Se qualcuno di Pickricts ci sta leggendo, lo invitiamo a inviarci prova d’acquisto del computer acquistato 15 anni fa e della licenza di Windows xp di 20 anni fa!
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